Un pizzico di sale… integrale (prima parte)

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Dall’origine della vita sulla terra, il cloruro di sodio (NaCl), che conosciamo come sale, è una sostanza importante per garantire la sopravvivenza della flora marina, degli animali e degli esseri umani.

La domanda se dobbiamo mangiare il sale o no porta con sé molte polemiche. Il sale presente in tutti i cibi industriali, o comunemente reperibile nella maggior parte delle nostre cucine, è un sale raffinato, che ha subito trattamenti che hanno ridotto il suo contenuto in termini di proprietà.

Lo stile di vita contemporaneo ci impone il consumo di sale – magari in quantità minori di quelle che mangiamo – ma comunque è necessario consumare il sale giusto, cioè il sale naturale non raffinato.

Il sale marino o terrestre naturale integrale, come ad esempio il sale rosa dell’Himalaya, è molto più di semplice cloruro di sodio. Il sale integrale contiene tracce di centinaia di microelementi, essenziali per la nostra salute. Nessun sale prodotto chimicamente può garantirci lo stesso contenuto minerale.

La mancanza di microelementi causa nelle celle la perdita dell’equilibrio degli ioni, che a sua volta è causa di spasmi muscolari, problemi al sistema nervoso e al cervello. Mantenere l’equilibrio ionico nelle cellule è fondamentale per garantirle la rigenerazione e la crescita. Mangiare salato ci aiuta anche a mantenere il PH alcalino, fatto che a sua volta previene molte malattie.

Ci sono 8 principali minerali dei quali il nostro corpo ha bisogno e altri che sono necessari in minori quantità (i cosiddetti elementi di traccia). Gli elementi principali sono calcio, sodio, cloro, fosforo, zolfo e magnesio. I microelementi o elementi di traccia principali sono ferro, fluoro, rame, zinco, cromo, iodio, manganese e cobalto.

Utilizzare sale integrale ci permette di coprire il fabbisogno di molti minerali in modo naturale. Il sale naturale integrale è ricco di minerali e non contiene sostanze chimiche aggiunte, a differenza del sale raffinato, per la produzione del quale si usa l’alluminio, che si ritiene sia una delle cause.

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