Matteo Febbraio, ‘Cura del dettaglio per offrire un’esperienza indimenticabile’

Matteo Febbraio, 'Cura del dettaglio per offrire un'esperienza indimenticabile'

Matteo Febbraio, ‘Cura del dettaglio per offrire un’esperienza indimenticabile’

Alla ricerca dell’eccellenza utilizzando i prodotti di stagione e del territorio. Abbiamo il piacere di ospitare su www.cruditaly.it un giovane, ma già affermato chef.

Matteo Febbraio, specializzato nella creazione di pasticceria dalla qualità altissima. Bellezza, precisione e tecnica sono gli elementi che caratterizzano la sua attività di pastry chef. Come puoi leggere nell’intervista Matteo è un moto perpetuo, sempre in movimento con l’ambizione di curare ogni minimo dettaglio.

Ciao Matteo. Come ti sei avvicinato alla cucina vegan? Quali i passi significativi compiuti? Ci racconteresti su cosa hai incentrato la tesi “Lo stile di vita vegan”?

“Sono da sempre un appassionato di cucina. Mi piace studiare, approfondire, sperimentare. Studiando e sperimentando, ho capito che la cucina vegan è quanto di meglio possiamo offrire al nostro corpo. Non solo, ci consente anche di vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda e con gli animali, così sfruttati nella cucina tradizionale. Nondimeno la cucina vegana ha rappresentato anche una sfida: riuscire ad offrire un prodotto gustoso e di alta qualità senza usare ingredienti “standard”.

Dà molta soddisfazione e mi consente di sperimentare e migliorarmi sempre di più. Sicuramente, un passo molto significativo e anche difficile, è stato affrontare l’ALMA (Scuola Internazionale di Cucina Italiana ndr) da vegano. C’è voluta molta determinazione: è stato un tassello fondamentale per sviluppare la mia professionalità.

Il titolo della tesina di maturità all’alberghiero era “lo stile di vita vegan”, in cui ho descritto le motivazioni, il mondo che c’è dietro a una semplice etichetta “vegan”. Infine ho proposto due menu con foto, ricetta e valori nutrizionali, in modo da far rendere conto alla commissione che mangiare vegan, per me, vuol dire gusto, leggerezza, amore universale, creatività.”

Ci ha particolarmente colpito questa frase della tua mission “Sono sempre alla ricerca di compagni di viaggio, di chef, pastry chef, professionisti, in Italia e nel Mondo, con l’ambizione di elevare il livello del Vegan che purtroppo si sta si diffondendo in una direzione che – a mio avviso – poco ci rispecchia.”

Quali sono a tuo giudizio le cause che stanno portando il Vegan nel diffondersi in una direzione “che poco ci rispecchia”? Quale dovrebbe essere quella corretta?

 “Ho notato che in Italia – e non solo – non c’è nell’ambito vegan una spinta verso l’eccellenza. Tant’è vero che, a parte rarissime eccezioni, non esistono ristoranti vegani di alto livello. Il mio progetto di vita – chiamiamolo sogno, insieme ad un team di professionisti – sarebbe quello di portare anche la cucina vegana ai massimi livelli. Nella cura del dettaglio, la creazione di nuove tecniche, nell’accostamento dei sapori e ricercatezza delle composizioni dei piatti. Offrire un’esperienza indimenticabile anche e soprattutto a coloro che vedono il piatto vegano come povero e triste. Il mio ruolo sta nel ricercare questo con la pasticceria, il mio ambito preferito, perché lì si coniugano bellezza, precisione e tecnica.”

Quali sono, al momento, le attività che stai svolgendo da Chef Vegan?

“Sono sempre in movimento, ricerco luoghi magici, in cui creare emozioni, insieme ad un team speciale.

Al momento mi occupo di consulenze e docenze. Ho ideato e creato col tempo il mio stile, che diffondo volentieri sotto forma di ricette. Mi appassiona poter condividere e insegnare ad altri ciò che considero importante per la salute nostra, dell’ambiente e degli animali. Chi mi cerca sa che il livello a cui punto è alto. Mi piace utilizzare esclusivamente ingredienti di prima qualità, stagionali e il più possibile del territorio. Punto sull’esaltazione massima del gusto naturale del prodotto, che è già perfetto. Il gusto e l’energia del prodotto finale ripagano sicuramente il tempo dedicato alla sua preparazione.

Ogni esperienza è importante, non c’è mai fine alla crescita, imparo sempre qualcosa di nuovo ed è uno degli aspetti che mi fa amare questo lavoro. Cito però in particolare l’esperienza al Farmacy di Londra, perché mi ha permesso di farmi apprezzare e conoscere a livello Internazionale… nonostante il mio inglese!”

Golosità naturali: come è nata l’idea di questo laboratorio di gastronomia e cosa produce?

“Dopo essere stato chef del Ghea di Milano a 21 anni, ho deciso di aprire un mio laboratorio di gastronomia a Genova. Ho avuto la possibilità di vivere la ristorazione a 360 gradi. È stata una grande esperienza dove ho potuto sperimentare molto, farmi conoscere nella mia terra natia e imparare a gestire e valorizzare un locale. Non è però ancora tempo di fermarsi. Ricevuta l’offerta da Londra per il ristorante di Camilla Al Fayed, non ho esitato ad accettare l’incarico di Head Pastry Chef.”

Quali sono gli ingredienti che utilizzi con maggior frequenza, nel preparare le tue sfiziose creazioni? Quali i dolcetti che riscuotono maggior successo?

“Come dicevo, gli ingredienti che preferisco sono quelli di stagione e del territorio: i più saporiti e carichi d’energia. Sto lavorando molto sul senza glutine e i miei dolci più gettonati sono la mia bavarese alle fragole, il pavé al cioccolato, i baci di dama, i gelati e le mie torte. Seguitemi su facebook per sapere dove provare i miei dolci”. La pagina di riferimento è “Matteo Febbraio Vegan Chef” dove troverete una moltitudine di spunti interessanti che riguardano tutte le sue creazioni.

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