Consigli utili, fame da lupi approccio scientifico

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Consigli utili, fame da lupi approccio scientifico

Appetito insaziabile, divorare il cibo anziché gustarlo, fame da lupi…

Queste frasi definiscono l’immagine di una persona che non può controllarsi mentre mangia. Che ha un rapporto di bassa consapevolezza con il cibo.

Tutti noi abbiamo dei momenti in cui vuotiamo il piatto in un attimo. Senza renderci neppure bene conto di cosa abbiamo appena mangiato.

L’effetto è simile a quelle giornate in cui sei così esausto che ricordi di aver preso la macchina, terminato il lavoro. E ti ritrovi davanti alla porta di casa senza riuscire a ricordarti come hai fatto ad arrivare sin lì.

Quando questi eventi accadono, ci aiutano ad evidenziare che in alcuni momenti siamo temporaneamente “fuori connessione” e reagiamo in uno stato di coscienza alterato.

Ma c’è differenza tra mangiare in uno stato di coscienza alterato. Mangiare in modo compulsivo o semplicemente mangiare troppo.

Sono tre tipi di disturbi alimentari che ci fanno consumare troppo cibo. Hanno gli effetti dannosi globali sulla nostra salute, ma i meccanismi che li attivano sono diversi.

La definizione

Mangiare compulsivo è quello che facciamo quando non abbiamo una fame fisiologica.

Con questo intendiamo che ogni volta in cui mangiamo per ragioni diverse dalla vera e propria fame, la natura delle nostre azioni è compulsiva.

Questo succede spesso per alleviare stress, tensione o ansia, o per gratificarci – in qualche modo – quando la giornata non va nella giusta direzione.

Il meccanismo che ci porta a mangiare troppo è simile. La differenza fondante è che all’inizio abbiamo davvero fame. Ma poi continuiamo a mangiare anche oltre il momento in cui avvertiamo il senso di sazietà.

Mangiare fuori controllo è una forma esagerata del mangiare troppo. Capita quando il gesto di mangiare è lontanissimo dalla vera fame; il modello di riferimento delle azioni che compiamo non ha niente a che vedere con la fame fisiologica o con ritmi di alimentazione normali.

Mangiare diventa un atto del subconscio, sembra che il cibo venga consumato da un’altra persona, una creatura feroce che divora tutto.

Le persone che incorrono in questi atteggiamenti possono sentirsi colpevoli, possono supporre che si tratti di brutte abitudini o di mancanza di buona volontà.

Ma come tutti i disturbi alimentari, questa è solo la punta dell’iceberg, campanello di allarme di problemi ben più profondi.

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