Cosa ci racconta il cibo?

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La comunicazione dei più grandi produttori alimentari si basa sul cosiddetto storytelling.

Ci mostrano la storia del grano dal chicco alla farina, i racconti delle persone che creano il cibo, le terre lontane dove cresce il caffè profumato o il prezioso cacao. Storie che ci coinvolgono, ci emozionano.

Perché i produttori di cibo ci raccontano tutto questo? E’ solo una nuova tecnica di marketing o il profondo cambiamento nel nostro approccio al cibo, nel suo insieme?

La risposta è nella competenza degli esperti di marketing, che come sempre hanno colto la tendenza. Hanno percepito appieno i cambiamenti che stanno avvenendo nella nostra percezione del “mangiare”, l’aumento della nostra responsabilità globale ed il senso della sostenibilità.

Il cibo, già da un po’ di tempo, rappresenta molto di più del fabbisogno fisiologico. E’ un modo per esprimere emozioni, soddisfare una profonda richiesta di piacere, condividere e vivere una raffinata convivialità.

Inoltre il cibo ha assunto la connotazione di esperienza: è un modo per conoscere nuove culture senza dover cambiare nazione, una modalità per aggiungere più colori e sapori alla vita di tutti giorni, una circostanza che ci permette di diventare più aperti e più tolleranti.

Ma ora abbiamo bisogno di più, di altro. Il cibo non è solo un modo per esprimere la creatività, ma rispecchia una visione della vita in generale, una protesta passiva, ma efficace contro le ingiustizie, un azione per aiutare chi ha bisogno. Siamo pronti a prenderci – attraverso ciò che mangiamo – la responsabilità del futuro di tutto il pianeta.

Pretendiamo di sapere l’origine di ogni singolo ingrediente, conoscere il volto di chi l’ha coltivato, parlare con lui, ringraziarlo perché ci permette di portare a tavola il risultato del suo duro lavoro.

Non vogliamo più cibo prodotto dalle multinazionali che distruggono le foreste pluviali e sfruttano i lavoratori. Desideriamo che il cibo che mangiamo non sia anonimo e ci trasmetta energia positiva, e per raggiungere questo obiettivo siamo disposti a rinunciare a quello che riteniamo inammissibile.

Il cibo racconta una storia. Una storia che diventa nostra.